Studio Terra Madre di Valeria Maria Conti

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Dott.ssa Ostetrica Valeria Maria Conti – I. Albo MI n. 861

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Un bambino "fatto in casa"

April 22, 2018

 

Sei arrivato con la primavera, tra le nostre braccia, nella tua casa.

 

Quest'anno dall'ascolto dei miei bisogni e desideri è iniziata questa gravidanza, un momento per me di grande apprendimento. L'ho vissuta nel profondo, a livello vegetativo e viscerale, percependo ogni minima sensazione e trasformazione del mio corpo.
Ho provato ad affrontare le difficoltà fisiche ed emotive. Ho imparato ad apprezzare le capacità innate del mio corpo, diventando realmente consapevole della forza dello stato di gravidanza, e capendo di che cosa si ha davvero bisogno in questi mesi.


Ho capito quanto sei competente, bimbo mio, fin dal principio: non ti ha piegato niente e nessuno, sei andato avanti facendo emergere il tuo carattere. Ogni bambino ha un suo bagaglio di forze che possono diventare una risorsa preziosa e aiutare la madre, anche quando la gravidanza attraversa momenti difficili.


Ho iniziato ad ascoltarti, conoscerti e volerti bene soprattutto quando ho cominciato a sentirti, presto, provando a comunicare, giocare e riposare con te. Ascoltarti profondamente ha risvegliato parti nuove di me ancora non toccate, non conosciute. Aprendomi al bambino mi sono aperta a me stessa, piena di nuove sensazioni e sentimenti.

 

E poi, il parto... impegnativo e potente. Nell'intimità della mia casa. 

 

È stata una bella esperienza. Ho provato pressione intensa, forza, potenza. Mi sono lasciata attraversare dalle onde del travaglio, accogliendole e provando ad eliminare le resistenze con l'aiuto di chi mi stava attorno. Mi sono lasciata guidare dalle percezioni e sensazioni del mio corpo: era lui a dirmi cosa fare, come muovermi, come mettermi. Ho dovuto solo ascoltarlo.

 

Non sono stata disturbata. Se non ci fosse stato mio marito tutto ciò sarebbe stato impossibile. Ringrazio tutte le persone che mi hanno aiutato e sostenuto in questo percorso, la mia famiglia, le ostetriche, la ginecologa, l'educatrice del corso parto positivo, i miei colleghi e amici, gli amici.


Sono una donna felice, piena di gratitudine alla vita che si rinnova.

 

Affermo la capacità antica delle donne di creare e dare alla luce e dei bambini di venire al mondo, e desidero custodire e promuovere questi processi naturali.

Sono un'ostetrica entusiasta che desidera con tutto il cuore offrire alle donne e alle famiglie il proprio sapere e saper fare con scienza, coscienza e arte, perché tutto ciò è reale, possibile e potente; ed è necessario promuoverlo.

 

 

 

* * *

 

 

 

Non c'è un luogo migliore di un altro per partorire. Ogni madre però ha il diritto (e soprattutto il dovere) di scegliere consapevolmente. Questo perché la vita è complessa e i bisogni di ciascuno sono diversi: anche i bambini hanno i loro progetti di nascita che a volte non corrispondono con quello dei genitori. Ma tutte le esperienze servono e hanno un senso, sia quelle belle che quelle meno belle. Purtroppo la società e il sistema sanitario italiano non aiutano; bisogna informarsi e considerare le opportunità a nostra disposizione, ci sono 40 settimane per farlo!


Da ostetrica mi impegno a diffondere il messaggio che partorire offre grandi opportunità: nella nascita c'è molto altro. Le donne dovrebbero essere nel loro pieno potere, nella loro istintualità e fisicità, in posizioni libere, attive, per poter emanare la loro forza. Il parto è un'importante esperienza di vita, un rito di passaggio per la donna, il padre e il bambino-persona, e va quindi preparato e vissuto in piena consapevolezza.

 

Non si può lasciare tutto al caso, delegare agli operatori o non pensarci, focalizzando i nove mesi della gravidanza solo su visite, esami, controlli, corsi ospedalieri didattici frequentati negli ultimi mesi, acquisti di materiali e accessori poco utili per la nascita e la crescita di un figlio. È bene puntare le proprie energie (e anche i propri soldi) su altro. Una gravidanza consapevole porterà a un parto consapevole che a sua volta determinerà un periodo di esogestazione consapevole, in cui si sapranno ascoltare i bisogni primari del bambino. E quando le cose non vanno come ci si aspettava è importante avere in mano gli strumenti, acquisiti in gravidanza, per aggirare gli ostacoli e affrontare i cambi di direzione che si presentano per andare avanti.

 

 

Oggi questa consapevolezza rischia di perdersi: il senso del partorire, della fatica, del tempo necessario, delle difficoltà, delle doglie, di diventare madre e genitori.

L'utilizzo di apparenti scorciatoie (parti medicalizzati, epidurali, tagli cesarei...), nel caso di gravidanze e travagli fisiologici, oltre a determinare rischi a breve e lungo termine, allontana dal contatto con se stesse, inibisce le endorfine, oppiacei naturali, e quindi il piacere dell'esperienza, toglie la possibilità di sentire e quindi agire in autonomia e consapevolezza. Da ciò può conseguire un difficoltoso legame di attaccamento e accudimento del neonato nelle settimane successive.

 

Nel mio lavoro di ostetrica mi impegno a trasmettere queste riflessioni, offrendo alle donne strumenti semplici ma concreti per affrontare al meglio questa esperienza naturale.

Un'esperienza positiva della nascita è possibile, ma non è questione di fortuna: va pensata, desiderata, ricercata e coltivata durante tutta la gravidanza.

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